Il potere del colore blu: il punto di vista della psicologia dei consumi

Blu. È il colore della tranquillità, dell’affidabilità, della produttività e talvolta anche della malinconia. È uno dei colori più diffusi al mondo, è amato da molte persone ed è il terzo colore più presente nelle bandiere nazionali.

È anche un colore molto utilizzato da diversi brand – Facebook, IBM, GE, Ford, BMW, Visa e Twitter, giusto per citarne alcuni. Da molto tempo il mondo del marketing si è interrogato circa le potenzialità di questo colore, tanto che Google ha testato 40 diverse gradazioni di blu per identificare quale favorisse il maggior numero di click.

Senza dubbio, è un colore avvolto da una buona dose di fascino e mistero. Recentemente, sulla rivista Psychology and Marketing è comparso uno studio made in Italy, condotto dal Prof. Gianluigi Guido dell’Università del Salento, in cui si esamina la relazione tra il colore blu e le preferenze d’acquisto in un ambiente mobile. I risultati di questo studio rivelano che una specifica lunghezza d’onda di luce blu, conosciuta come blu attinico, aumenta la probabilità di compiere un acquisto d’impulso.

Per giungere a questa conclusione, sono stati reclutati 220 studenti. Metà degli studenti sono stati collocati in un ambiente illuminato da una luce blu, l’altra metà da luce bianca. Agli studenti è stato successivamente chiesto di indicare la propria propensione a compiere una serie di acquisti da dispositivo mobile, presentando prodotti sia di natura edonica (lingerie di Intimissimi, Nutella, occhiali da sole Ray-Ban, orologi Swatch, abbigliamento Zara), sia di natura utilitaristica (detersivo Dash, Johnson’s baby shampoo, dentifricio Mentadent, carta igienica Scottex, calcolatrici Sharp). I partecipanti situati in un ambiente illuminato da luce blu hanno riportato maggiore intenzione d’acquisto per i prodotti edonici (acquisti d’impulso) che per quelli utilitaristici. Nessuna differenza è stata riscontrata in presenza di un ambiente illuminato da luce bianca.

L’aspetto più interessante di questo studio è che i risultati hanno trovato conferma anche quando la fonte d’illuminazione non era esterna, ma proveniva dal dispositivo mobile stesso.

Cosa possono significare questi risultati per le aziende? Da un lato, un brand dovrebbe sempre cercare di scegliere un colore che rafforzi il tipo di connessione emozionale che si vuole stabilire con i consumatori. Ad esempio, il colore rosso associato ad una marca di caffè può richiamare le sue proprietà energizzanti. Il blu tuttavia, rispetto ad altri colori, sembra essere particolarmente evocativo, tanto che alcuni professionisti del marketing potrebbero scegliere di adottare il seguente slogan per i nuovi brand e prodotti: “when in doubt, pick blue”.

Questi risultati, per quanto intriganti, non devono però sviare l’attenzione dei decision-makers. La mancanza di coerenza tra product concept e colore utilizzato può creare dissonanze nel consumatore e rendere il prodotto (e il brand) meno appealing. Come sempre, non esistono ricette pronte all’uso: solo un adeguato concept test ed un uso intelligente della ricerca di mercato possono aiutare a trovare la giusta combinazione.

 (Liberamente tradotto e adattato da Consumer Psychologists Explore the Power of the Color Blue)

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