Dai Millennials alla Z Generation: come catturare l’attenzione delle generazioni future?

(Articolo liberamente tradotto e adattato da How can brands capture the attention of the next generation?)

Le statistiche sull’utilizzo dei social media non smettono mai di stupirci. Siamo ancora ben lontani dall’aver raggiunto una stima stabile che ci consenta di capire fino a che punto i Social possono influenzarci nelle nostre pratiche di consumo. Se nel 2011 solo il 24% degli Americani ammetteva di essere fortemente influenzato da Facebook nelle proprie decisioni d’acquisto, recentemente la stima è raddoppiata passando al 47%. Per cogliere la portata di questa affermazione, basta considerare il fatto che un Americano su due possiede un account Facebook.

Ma l’uso dei Social non è l’unico elemento da tenere in considerazione: anche il crescente uso dei dispositivi Mobile non è passato inosservato alle aziende. Ad esempio, l’82% degli utenti mobile usa il proprio smartphone all’interno di store e negozi prima di compiere una decisione d’acquisto. Si tratta di elementi ed informazioni che le aziende devono sempre più tenere in considerazione nel momento in cui elaborano strategie per aprire con un dialogo con i propri consumatori. Ma chi sono i consumatori di oggi (e di domani) con cui i brand devono interfacciarsi?

Al centro dell’attenzione ci sono gli esponenti della Y Generation, meglio conosciuti come Millennials, coloro i quali meglio di qualunque altra generazione incarnano gli elementi di rottura e di discontinuità che l’avvento del digital ha portato nelle nostre pratiche di consumo (e non solo, come analizza argutamente Tim Urban nel suo blog ‘Perché la generazione Y è infelice’).

I Millennials, che utilizzano i social media e i dispositivi mobile da quando andavano a scuola, rappresentano senz’altro un bacino di mercato interessante con un crescente potere di consumo, avendo ormai raggiunto l’età per l’acquisto della prima casa o per la nascita del secondo figlio. Ma c’è un’altra generazione altrettanto singolare, su cui occorre tenere gli occhi puntati: si tratta della Z Generation, ovvero coloro che non sono mai vissuti in un mondo in cui social media e mobile non ne facessero parte. I più anziani di questa generazione stanno per compiere 20 anni, ottenendo a loro volta un discreto potere decisionale e d’acquisto.

Nel giro di pochi anni, entrambe queste generazioni diventeranno la principale forza d’acquisto e richiederanno il passaggio da una ‘semplice’ strategia di social media marketing ad una strategia di social mobile marketing: solo l’unione dell’aspetto Social con l’aspetto Mobile sembra infatti essere l’accoppiata vincente per interloquire con queste generazioni.

E per quanto riguarda gli altri gruppi? La scelta di investire in una strategia di social mobile marketing non significa certamente lasciare indietro le altre generazioni, al contrario. Anche i Baby Boomers e la X Generation, infatti, utilizzano sempre di più le nuove piattaforme social in combinazione con la tecnologia mobile. Investire nel social e nel mobile, quindi, più che un’opzione strategica sembra diventare una necessità per riuscire ad entrare in relazione non solo con le generazioni DEL futuro, ma anche con le generazioni NEL futuro.

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